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S.E. Mons. Giuseppe La Placa

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S.E. Rev.ma Mons. Giuseppe La Placa è nato a Resuttano, provincia e Diocesi di Caltanissetta, il 16 novembre 1962 da Rosario e Giuseppa Rivituso.

Entrato nel Seminario diocesano di Caltanissetta il 30 settembre 1973, ha conseguito la maturità classica nel 1981 e, dopo gli studi teologici presso l’Istituto “Mons. G. Guttadauro” di Caltanissetta, è stato ordinato presbitero il 29 giugno 1986. Durante i primi anni di sacerdozio ha svolto il ministero come Vicario parrocchiale della Parrocchia San Pietro in Caltanissetta dal 1986 al 1989, insegnando contemporaneamente Religione presso il Liceo Scientifico di Caltanissetta; dal 1989 al 1991 è stato Vicario parrocchiale presso la Parrocchia Madrice e del Rosario in San Cataldo, ed ha insegnato Religione presso l’IPSIA.

Ha studiato a Roma dove, nel 1993, ha conseguito la Licenza in Filosofia Teoretica presso la Pontificia Università Gregoriana ed ha seguito i corsi per il dottorato. Tornato a Caltanissetta, contestualmente al nuovo incarico di Vicario parrocchiale presso la Parrocchia San Biagio di Caltanissetta affidatogli nel 1993, è stato Assistente diocesano di Pastorale Familiare e Direttore di Pastorale Giovanile, oltre che cappellano delle Clarisse di Caltanissetta dal 1998 al 2002, anno in cui è stato nominato parroco della Parrocchia Santo Spirito in Caltanissetta, incarico mantenuto fino al 2006, anno in cui è stato nominato Pro Vicario Generale della Diocesi dal Vescovo Mons. Mario Russotto. Dall’1 maggio 2009 è stato Vicario Generale della Diocesi di Caltanissetta e dal 19 giugno 2009 Cappellano di Sua Santità con il titolo di Monsignore. 

Ha insegnato Etica professionale e Bioetica presso l’Istituto Euro-Mediterraneo di Caltanissetta dal 1994 al 1996, e dal 1993 Filosofia Sistematica presso l’Istituto Teologico “Mons. Guttadauro” e l’Istituto di Scienze Religiose “S. Agostino” di Caltanissetta, mantenendo tutt’ora l’insegnamento. Inoltre, dal 1995 ad oggi, insegna Filosofia presso il Liceo Classico “P. Mignosi” di Caltanissetta. Dal 1995 al 2001 è stato Direttore dell’Istituto di Scienze Religiose “S. Agostino” e dal 2000 al 2006 Prefetto degli Studi presso l’Istituto Teologico “Mons. Guttadauro”, fondando la rivista Guttadauro, Annali del medesimo Istituto.

È stato Direttore della Scuola della Parola della Diocesi di Caltanissetta; Assistente diocesano AGESCI; membro della Commissione Regionale per la Formazione Permanente del Clero; membro della Commissione Presbiterale Siciliana.

È iscritto all’Albo dei giornalisti ed è Direttore Responsabile del periodico diocesano l’Aurora e del Monitore diocesano, organo ufficiale della Curia Vescovile di Caltanissetta. Durante gli anni del suo parrocato presso la Parrocchia Santo Spirito di Caltanissetta ha fondato la rivista l’Abbazia, periodico di cultura e di opinione.

Dal 16 luglio 2021 è Vescovo di Ragusa.

STEMMA

Uno scudo “bucranico”, di foggia rinascimentale, frequentemente usato nell’araldica ecclesiastica e una croce “trifogliata” in oro con cinque gemme rosse per indicare le Cinque Piaghe di Cristo.

Descrizione araldica (blasonatura) dello scudo 
“Partito d’azzurro e d’oro: nel primo alla stella d’argento, nel secondo alla torre al naturale, aperta e finestrata di tre del campo, sormontata da una colomba al naturale, posta di fronte, al volo spiegato e nimbata d’oro; al capo di rosso, caricato di un agnello d’argento, rivoltato, tenente una banderuola dello stesso, crociata di rosso, nimbato e accovacciato su di un libro chiuso d’oro da cui pendono sette sigilli dello stesso”.

IL MOTTO
IN SIMPLICITATE CORDIS (Sap 1, 1)
Per il proprio motto episcopale Mons. La Placa ha scelto queste parole tratte dal primo versetto del primo capitolo del Libro della Sapienza: “Amate la giustizia, voi che governate sulla terra, rettamente pensate del Signore, cercatelo con cuore semplice” – “Diligite iustitiam qui iudicatis terram, sentite de Domino in bonitate et in simplicitate cordis quaerite illum”.

Interpretazione
L’Agnello Pasquale è notoriamente simbolo di San Giovanni Battista, in quanto sue sono le parole con cui indica Gesù ai presenti, come esposto nel Vangelo di Giovanni: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie i peccati del mondo!” (Gv 1, 29). Tale figura, posta in “capo” allo scudo richiama la Diocesi di Ragusa il cui Patrono è appunto il Battista, il Precursore.
Lo sfondo dell’Agnello è in rosso, il colore dell’amore e del sangue: l’amore intenso e assoluto del Padre che invia il Figlio, l’Agnello appunto, a versare il proprio sangue per noi.
La stella è diffuso simbolo mariano nell’iconografia classica della Chiesa; la luce che ci guida fin dall’inizio della nostra vita terrena verso la protezione della Nostra Madre celeste che intercede per noi presso Suo Figlio. In araldica ecclesiastica, spesso, Gesù Cristo viene rappresentato con una stella a otto punte, anche per richiamare le Beatitudini, mentre Maria è la “Stella matutina” delle litanie lauretane; questo giustifica l’uso della stella a sette punte, una in meno della stella di Cristo in quanto, nella storia, Ella Lo precede.
L’ azzurro è il colore simbolo della incorruttibilità della volta celeste, delle idealità che salgono verso l’alto e rappresenta il distacco dai valori terreni e l’ascesa dell’anima verso Dio.
La torre costituisce omaggio al paese natio di Mons. La Placa, Resuttano, nei cui dintorni ha sede questo manufatto fortificato del sec. XIV, forse sorto su resti di una costruzione normanna. Tale antico edificio campeggia, infatti, anche sullo stemma comunale della cittadina.
La colomba aureolata (o nimbata), è comunemente il simbolo dello Spirito Santo. Posta sulla torre, essa richiama l’elezione a Vescovo di un figlio di Resuttano e l’invio per la missione nella Chiesa di Ragusa, richiamando così Lc 4, 18-19: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore».
La “campitura” su cui insistono questi due simboli è in oro, il primo tra i metalli nobili, simbolo quindi della prima Virtù: la Fede. È infatti grazie alla Fede che possiamo comprendere appieno
il messaggio d’amore e di salvezza che lo Spirito Santo, incessantemente, porta ai nostri cuori e alle nostre menti.

Lo Stemma Episcopale è stato realizzato dal Dott. Renato Poletti.