Il Patrono e la Festa

http://web-impressions.net/fister/1008 Questa sezione è dedicata alla Festa di San Giovanni Battista, Patrono della Città e della Diocesi di Ragusa. Qui sotto tutte le news in costante aggiornamento dedicate ai festeggiamenti, a destra un menù di navigazione per approfondire.

http://prettytallstyle.com/birkof/1648 Fino ai nostri giorni tanta è l’affluenza dei ragusani che rende omaggio al Patrono. Ancora oggi il 24 Giugno è un giorno dedicato alla liturgia eucaristica fino a sera, con sparo di mortaretti e accensione di ceri dinanzi ad una statua in pietra collocata all’esterno della Cattedrale. Una consuetudine ormai scomparsa era quella rappresentata dalla generosità delle donne ragusane che, con la loro sapienza e abnegazione, preparavano i cucciddati, ovvero pani a forma anulare raccolti da un apposito comitato e la banda, che venivano venduti all’asta e il cui ricavato serviva per i festeggiamenti che, ancora oggi, iniziano dal 27 al 29 Agosto, anche se il clima della festa si avverte nel novenario che inizia intorno al 20 Agosto. Oggi, comunque, le offerte continuano ad essere elargite dalla generosità dei ragusani. Il giorno 27 la statua di San Giovanni riabbraccia i Suoi devoti per le vie della città fino all’arrivo in una parrocchia che Lo ospiterà per un giorno con canti, liturgie, veglie di preghiera, per poi ritornare in Cattedrale la sera del 28. Il 29 Agosto è la principale festa di popolo, con la città che si stringe intorno al suo Santo con una chilometrica processione di ceri, il cui retaggio potrebbe essere riconducibile alla luminaria che aveva luogo durante il XVII secolo ad Ibla. In essa traspare il silenzio, la preghiera e una grande devozione visibile nei fedeli scalzi o con indumento rosso in segno di un voto o grazia ricevuta. Essi percorrono le vie del centro storico insieme all’Arca Santa, precedendo la statua che Carmelo Licitra consegnò nel 1861 alla fervida devozione del popolo ragusano, prendendo il posto di quella antica per ragioni non ancora chiarite. Ricavata da un tronco di cipresso, l’opera si impone sulla statua cinquecentesca per il suo impressionante realismo e una severità straordinariamente immediata. L’artista ha infatti estratto dalla materia un San Giovanni nell’atto di ammonire i vizi e la corruzione di Erode, ma è comunque un’ammonizione rivolta ad ognuno di noi. La bellezza viva e tangibile di questa statua, che sembra fatta di carne piuttosto che di legno, scuote le coscienze per sposare la causa della giustizia e della verità.

Statuetta del Patrono

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why not find out more Per richiederla rivolgersi presso la Cattedrale in Sacrestia, oppure contattare il Comitato all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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